Cari amici, con questo post mi rivolgo a tutti voi, anche a quelli che leggono, ma non commentano mai. Ho bisogno del vostro aiuto. Mi sto occupando di un capitolo relativo all'allevamento (qualsiasi tipo, dagli animali da cortile ai bachi da seta, dalle vacche ai cavalli da tiro, dall'alpeggio all'allevamento delle api...) in un'enciclopedia sul mondo contadino piemontese che uscirà nel 2008 per conto dell'editore Bonechi. Il periodo di riferimento è il passato, dal 1950-60... indietro.

Cosa cerco? Soprattutto foto, in bianco e nero, come quella qui sopra. In questo caso, un pastore della Val Germanasca con la sua pecora... Da notare l'eleganza del pastore e le caratteristiche somatiche dell'animale, così diverse da quelle di oggi, anche se la foto è solo del 1938. Se ne avete, o se conoscete persone che potrebbero contribuire... il "pagamento" è l'onore di vedere citato il proprio nome sull'Opera. Sono però benvenute anche testimonianze su questo periodo, oppure indicazioni di testi dove io possa ritrovare materiale bibliografico.

Concludo con l'immagine di questa bergera, ritratta con il suo gregge ai Tredici Laghi, purtroppo non so quando, presumo tra gli anni '30 e '50. Come era la pastorizia allora? Ed il pascolo vagante? Per certi versi uguale ad oggi, perchè i ritmi stagionali e le esigenze degli animali non cambiano mai. Per altri più semplice (meno burocrazia, meno vincoli, greggi di dimensioni più ridotte), ma anche estremamente dura (il carro dei pastori di Roaschia non aveva quel minimo di comodità che oggi può offrire una roulotte...).
Se c'è qualcuno che mi può aiutare, da qualunque parte del Piemonte, gliene sarò molto grato. Contattatemi o con commenti a questo post o direttamente via e-mail (mail@marziamontagna.it)

Cosa vuol dire essere pastori per 365 giorni all'anno nel XXI secolo. Quattro stagioni, dalla pianura alla vita d'alpeggio