Storie di pascolo vagante

lunedì, 25 febbraio 2008

E' un lavoro da fare

Forse parte del racconto urterà la suscettibilità di qualcuno... Ma nel mondo contadino, tra gli allevatori, ci sono lavori che vanno fatti, ogni cosa ha un suo perchè. E' una mattinata di nebbia fitta, con un'umidità fastidiosa, ma non fredda. L'aria infatti inzia ad essere quella della primavera, anche se a questo punto servirebbe un po' di pioggia per far sì che tutta la natura si risvegli ed inizi a sbocciare.

Le pecore nel recinto sono sporche, basta l'umidità per far sì che la terra qui diventi appiccicosa. Con la nebbia, sicuramente non pioverà ancora. Anche se i pastori da una parte temono la pioggia... "Qui ci hanno dato il permesso per pascolare in qualche prato, ma se viene a piovere ed il terreno diventa molle, possiamo scordarcelo di entrare in un prato! E sulle colline l'erba non c'è ancora... E' veramente difficile dire che cos'è meglio, in questi giorni!!"

Dal momento che, per la giornata, è assicurato il pascolo nei prati, al mattino si svolge uno dei lavori che durante l'anno vanno fatti, cioè la castrazione degli agnelli più vecchi, quelli che iniziano a correre dietro alle pecore in calore. Nel recinto ci sono delle pecore che stanno correndo allo sfinimento, con intorno anche 6-7 di questi giovani maschi. La castrazione ha diversi motivi per essere eseguita. Innanzitutto, i pastori per la riproduzione tendono ad acquistare montoni da altri allevatori, per scongiurare la consanguineità e ridurre il rischio di problemi genetici. Seconda cosa, il mercato spesso richiede la carne di castrato, migliore nella qualità. Ma soprattutto, dal momento che le vendite di agnelli non sono distribuite nel corso dell'anno, ma si concentrano in alcuni momenti legati a festività religiose, sarebbe impossibile tenere questi maschi nel gregge. Per parecchie settimane rincorrerebbero costantemente le femmine, ingrasserebbero di meno (quindi avrebbero scarso valore sul mercato) e feconderebbero molte pecore, aumentando la consanguineità nel gregge. Ed allora si fa anche questo "lavoro antipatico", così all'apertura del recinto la retrovia non sara formata come al solito da agnelli di poche settimane e pecore zoppe, ma dalla "meglio gioventù", dolorante ed offesa...

Poi si va al pascolo, come sempre. La nebbia sembra non volersene andare, per fortuna non bisogna spostarsi attraversando o percorrendo strade trafficate. Si cerca di vedere tutto il gregge, affinchè non sconfini in quel bel prato verde, dove il padrone ha severamente vietato l'ingresso degli animali.

Fortunatamente al pomeriggio un sole pallido, ma tiepido, scalda il paesaggio. In cielo si sente cantare l'allodola, questo è veramente un segnale di primavera... Le pecore sembrano instupidite da questo tepore, anche se non è un vero caldo, infatti nessuno si toglie maglie e berretti. La giornata trascorre lentamente, fino al tramonto, poi si raggiungerà il recinto preparato in una stoppia quando sarà già notte. Finalmente le mani non sono più fredde ed anche i piedi non battono più sul suolo gelato. Lentamente, come sempre, le stagioni fanno il loro corso. Ma pioverà oppure no, nei prossimi giorni?


scritto da: blacksheep77 alle ore 10:30 | link | commenti (12)
categorie: primavera, nebbia, pastorizia nomade

Commenti
#1    25 Febbraio 2008 - 12:26
 
Marzia, scusa l'ignoranza, ma...da svegli? Voglio dire : capisco che non si possa fare l'anestesia ecc., ma come fanno i pastori a farli soffrire di meno?

Non sto giudicando nessuno, sia chiaro. Come apicoltore, sovente uccido le regine vecchie o a capo di famiglie aggressive.
Quindi non è un giudizio, ma dico...proprio così come in foto?

Giulia
utente anonimo

#2    25 Febbraio 2008 - 12:41
 
Purtroppo la castrazione delle bestie è un atto orribile ma "utile" (anche se soprattutto all'uomo). Nei cavalli raramente trovi stalloni. Utilizzati ad esempio nel salto o sono ingestibilo perchè troppo impetuosi e indomabili, o si feriscono i testicoli sulle barriere, arrivando anche alla morte per infezione. Sai quante volte ho rimpianto di non poter ottenere un puledro da Prinz Moro. Sai che bel cavallino sarebbe uscito? Ma capisco che P.Moro intero nessuno sarebbe riuscito a montarlo e sarebbe finito al macello. Certi istinti naturali delle bestie ostacolano gli obiettivi dell'uomo, ma a volte inibirli salva loro la vita (v. cani e gatti. Di Romeo più traccia? :-( )
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#3    25 Febbraio 2008 - 13:33
 
Foto #2: Urca, mi sono venuti ... i brividi !!!
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#4    25 Febbraio 2008 - 15:25
 
@giulia: la pinza che si vede nella foto 2 è già meglio dei metodi di una volta. non indolore, ma almeno rapida. non si "taglia" nulla (lo so che state pensando tutti a quello!), si recidono i condotti deferenti e le terminazioni nervose dei testicoli. non si provocano tagli o sanguinamenti
@scarlet: certi pastori tengono degli asini maschi con le pecore, ma sono costretti a castrarli, perchè un asino "intero" non sarebbe gestibile. nel momento del calore della femmina le loro "effusioni" potrebbero essere fatali per gli agnelli che si trovano nei paraggi. un asino castrato è anche più docile quando si tratta di caricarlo con le bisacce degli agnelli.
lo so che è l'uomo che decide "l'utilità" di queste cose, ma potremmo discutere per delle ore della funzione dell'allevamento, ecc...
un tempo era molto comune castrare i vitelli per ottenere dei fortissimi (ma mansueti) buoi da lavoro
@schneesturm: immagino che verranno a molti maschietti... ;-)
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#5    25 Febbraio 2008 - 21:29
 
la "meglio gioventù" dolorante ed offesa mi fa sbellicare dalle risate!
Post intelligente e necessario, a leggerti c'è sempre molto di più di quel che è promesso dal titolo.
ciao
gp
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#6    25 Febbraio 2008 - 23:42
 
Brrrr
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#7    26 Febbraio 2008 - 07:40
 
Eggià. Lavoro antipatico.
Che però non viene in mente a nessuno, davanti ad una bella bistecca di castrato alla scottadito ;)
Leela
p.s. quella pinza ci starebbe bene pure su certi pedofili...
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#8    26 Febbraio 2008 - 08:03
 
@gp: grazie, sono lusingata che le mie pagine suscitino emozioni... :-)
@corsaro: questo post hai maschietti mette paura, eh?!!
@leela: concordo sull'utilizzo su certe persone...
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#9    26 Febbraio 2008 - 08:52
 
Va che ti va bene che non commenta più l'animale senziente, sennò sentivi le tue!!
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#10    26 Febbraio 2008 - 09:06
 
...infatti, mi aspettavo che saltasse fuori...
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#11    26 Febbraio 2008 - 09:16
 
Ci sono tante cose che per uno "di città" sembrano "orribili", ma che viste con occhi "di campagna" non lo sono poi così tanto. Al mio vecchio è capitato una volta di andare a fare delle fotografie in un maso dell'Alto Adige e di trovare un pastore con una pecora che aveva appena partorito. Purtroppo l'agnello aveva un problema (mi sembra non riuscisse a muovere le zampe posteriori o qualcosa del genere) e il pastore gli ha evitato una vita lunga e di sofferenze (così disse). Il mio vecchio tornò decisamente inorridito ...
Il matto
utente anonimo

#12    26 Febbraio 2008 - 15:20
 
l'occhio di chi fa il lavoro vede altri aspetti... personalmente ritengo crudele mozzare la coda ad un cane per "bellezza" (così dice il padrone), ma è utile tagliare la coda alle pecore che vengono munte a mano perchè così si riduce la possibilità che delle impurità o escrementi cadano nel secchio.
è vero, gli agnelli o i capretti nati malformati vengono soppressi subito. altrimenti cosa potresti fare? una gamba rotta viene curata ed ingessata, ma una malformazione? come potrebbe la bestiola seguire il gregge negli spostamenti quotidiani?
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Cosa vuol dire essere pastori per 365 giorni all'anno nel XXI secolo. Quattro stagioni, dalla pianura alla vita d'alpeggio

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Un'amante della montagna, spirito libero, testa dura, che un giorno ha incontrato un pastore... di lì sono nate tante cose.

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